Sciare nel comprensorio del Civetta: Alleghe, Selva di Cadore, Pescul, Palafavera e Zoldo (Pecol)

Questo comprensorio, pur facendo parte del Dolomiti Superski, si trova in una zona defilata. Tra due montagne dolomitiche per la precisione: il Pelmo ed il Civetta. Inutile dire che il panorama è superbo. Praticamente sciando si gira intorno al Civetta, passando dalla sua impressionante parete nord, famosa per le difficili vie alpinistiche, alle pareti esposte verso est e sud. Il comprensorio non è molto grande, vanta circa 80 km di piste ma, unito allo scenario naturale, offre un suggestivo e rilassante angolo, spesso al di fuori dei circuiti più affollati. Inoltre, l'atmosfera delle valli è particolare, intaccate di meno dal turismo di massa e con alcuni borghi deliziosi come il Colle Santa Lucia che merita una visita. In un certo senso il comprensorio assomiglia per caratteristiche a quello di San Martino di Castrozza (descritto in quest'altro articolo) ma con qualche decina di chilometri di piste in più. Queste si snodano ad un'altezza che va dai circa 1000 metri di Alleghe fino a quote più o meno intorno ai 2100 metri. Questo significa che lo stato della neve può non essere sempre buono specie a stagione inoltrata. Tuttavia, data l'affluenza non enorme e la cura delle piste, è possibile sciare anche a marzo inoltrato magari tenendosi il più possibile in alto. Sebbene Alleghe sia la località più famosa, tenete presente che le le altre località toccate dal comprensorio sono comunque ad altitudini tra i 1300/1400 metri e quindi è possibile avere un'ampia scelta alternativa in funzione della situazione del manto nevoso nei periodi stagionali.

Le piste si snodano, data l'altezza, quasi tutte dentro i boschi con a lato abeti rossi e larici. Non sono particolarmente difficili. Molto adatte per chi inizia a sciare e per chi voglia migliorare lo stile, permettendo di spingere al massimo la propria capacità in tutta sicurezza. Nei periodi meno frequentati, poi, l'affluenza sulle piste è così scarsa che non è raro fare un'intera pista in solitudine o al massimo incontrando pochi altri sciatori. Un punto a favore non da poco. A tal proposito, ricordarsi che la zona è particolarmente ricca di seconde case, quindi la frequentazione è massima nei week end e nei periodi festivi (Natale, Pasqua, ecc.). I rifugi sono all'altezza della tradizione della zona dolomitica e spesso s'affacciano su panorami di rara bellezza. Infatti, sebbene il Pelmo ed il Civetta dominano l'intero comprensorio, la visuale spazia in lontananza dalla Marmolada al Sella, alle montagne di Cortina (Tofana, ecc.) fino alle Pale di S. Martino.

Comunque, se le piste non vi bastano, tenete presente che, acquistando il dolomiti superski (anche giornaliero), potrete sempre fare una puntata al Marmolada e da lì scendere almeno fino ad Arabba, oppure risalire il passo Giau e agganciarvi alla zona delle 5 Torri di Cortina o deviare per la funivia del Falzarego e di lì arrivare almeno fino all'Armentarola. Naturalmente per queste gite è obbligatorio prendere l'auto oppure usufruire degli skibus della zona. Informarsi in loco. Insomma, almeno per una settimana anche lo sciatore più veloce non s'annoierà.

Cominciamo con la descrizione delle piste, partendo da Alleghe e seguendo la numerazione ufficiale delle cartine. Con la cabinovia n. 1 (Piani di Pezzè) si sale ad un pianoro intermedio. Saliamo ancora con un altro troncone di cabinovia n. 3 (Col dei Baldi) a circa 1900 metri ed arriveremo all'omonimo colle che può considerarsi un vero e proprio snodo per le piste del comprensorio. Qui decidiamo l'itinerario, che dividiamo in due zone. Infatti, uno sciatore di buon/medio livello sarà in grado di fare i due itinerari in circa 2 giorni, dedicando un giorno a ciascuna zona.

Dal Col dei Baldi (ritorno intermedio ad Alleghe) poi verso Pecol (Zoldo) e Pianaz 

Dal Col dei Baldi prendiamo a destra una pista azzurra ma con un divertente muro iniziale e finale n. 14 (Azzurra) che va a confluire con l'azzurra n. 8 (Pian dei Sec) e poi azzurra n. 4 (Lander) fino a tornare verso i Piani di Pezzè. Attenzione però: non girare a destra alla fine della n. 4 ma continuare dritti (verso Alleghe) fino ad imboccare le due piste rosse n. 2 (Rientro) o 3 (Rue de Porta). La scelta di percorrere la n. 2 o la n. 3  è soggettiva e comunque non sempre la n. 3 è aperta in caso di poco innevamento. Sono piste un pò vecchio tipo, in mezzo al bosco con curve e controcurve. Poichè si scende dal 1900 metri ai 1000 di Alleghe il tutto è piuttosto lungo. Tenete presente che questa scelta di farle subito è quasi obbligatoria a stagione inoltrata, quando la neve si deteriora. Per i meno bravi, infatti, in questi casi è consigliabile il rientro ad Alleghe direttamente con la cabinovia dai Piani di Pezzè, dove la neve tiene relativamente anche in questi periodi. Tornati su con i due tronconi al Col dei Baldi, questa volta tiriamo dritti verso la pista azzurra di collegamento n. 8 (Pian dei Sec) ed andiamo, godendoci come in una passeggiata il panorama tra il Pelmo ed il Civetta, verso Zoldo (Pecol) stando attenti ad un bivio per prendere l'azzurra  n. 15 (Roa Bianca) e, dopo aver superato un breve muro (spesso con neve trasformata), giriamo decisamente a destra per la rossa n. 42 (Le Coste). Verso la fine della pista lasciar correre gli sci per superare il pianoro che ci porta alla base della cabinovia di Pecol n. 31 (Pian del Crep). Salendo notiamo sulla destra una pista nera ma non troppo impegnativa. Appena scesi dalla cabinovia quindi girare a sinistra e poi, al primo bivio, ancora a sinistra per fare la nera n. 38 (Foppe). Da fare tirata perchè, grazie ai falsopiani, permette di essere affrontata anche in velocità. Tornati alla base riprendiamo la stessa cabinovia e, questa volta, invece di girare al primo bivio continuiamo per un tratto e poi di nuovo a sinistra per prendere la bella pista rossa n. 39 (Cristelin) che corre parallela alla nera. Si segnala che entrambe le piste, la n. 38 e la n. 39 sono illuminate di notte. Ritorniamo di nuovo su con la cabinovia n. 38 e puntiamo verso una delle zone periferiche del comprensorio, verso Pianaz. Dobbiamo fare la pista rossa n. 44 (Crep) che porta alla base della seggiovia n. 35 (Valgranda). Salendo noteremo a destra una bella pista dritta nel bosco: si tratta della pista nera n. 37 (Laghetto), anche questa non difficile (sui 28° di pendenza, circa 53%) da prendere girando a destra all'arrivo. Risalendo con la seggiovia ci concediamo una sequela di due piste rosse, la n. 36 (Valgranda) e poi girando a destra prima della partenza della seggiovia e in corrispondenza di un rifugio continuare con la n. 34 (Palma). L'unico incoveniente, dopo questa bella sciata, è un lungo skilift che ci riporta in quota per riprendere la seggiovia Valgranda. Questa volta girando a destra e senza prendere la Laghetto continuiamo sulla pista rossa n. 46 (Grava 2) che quasi all'inizio ha sulla destra un bel rifugio (Su 'n Paradis) affacciato sulla parete sud del Civetta. Tenendoci, verso la fine della pista, decisamente a destra (in genere bandierine divisorie sulla pista) prendiamo ad un bivio un viottolo a destra seguendo le indicazioni per Pecol (Zoldo). Passato un ponticello proseguiamo per l'azzurra n. 40 (Lendina) fino alla base della seggiovia n. 32 (Delle Coste). All'arrivo proseguire andando dritti (non imboccare a destra la n. 42) per un'azzurra fino alla base della seggiovia n. 21 (Pioda). Salendo notiamo sulla destra una bella pista rossa. Inevitabile farla, girando a sinistra all'arrivo e poi tenendo la destra (non imboccare la pista n. 31). Si tratta della n. 33 (Duell). Tornati su di nuovo con la seggiovia tiriamo dritti fino a confluire sulla pista azzurra n. 8 e proseguire fino ai Piani di Pezzè. Qui, come detto in precedenza, o scendere ad Alleghe con le piste rosse di rientro n. 2/3 o, se non ve la sentite, con la cabinovia.

 Dal Col dei Baldi a Pescul e ritorno ad Alleghe

Con il primo troncone di cabinovia si va da Alleghe ai Piani di Pezzè. A parte la scelta di fare subito di prima mattina la lunga discesa ad Alleghe come già descritto, noteremo sulla sinistra una pista che scende abbastanza ripida sulla sinistra. E' la pista rossa n. 13 (Civetta). Per andare a prenderla, risaliti  con il secondo troncone di cabinovia al Col dei Baldi, girando a sinistra scendiamo per la pista azzurra n. 9 (Baldi) fino alla base della seggiovia n. 5 (Pelmo). Si gira a sinistra e si arriva ad un bivio: a destra si prende la n. 13 (Civetta) mentre a sinistra si prosegue per per una pista rossa n. 7 (Lavadoi) che poi confluisce sull'azzurra n. 8. La pista Civetta è dritta e con pendenze che sono a cavallo tra una rossa e una nera facile. Da fare magari anche la pista n. 7 (Lavadoi). Più impegnativa ma spesso impraticabile la pista nera n. 6 (Nera). E' la pista più dura del comprensorio, quasi sempre non battuta e chiusa. Comunque ritornati ai Piani di Pezzè, si rifà il giro: cioè secondo tronco della cabinovia fino a Col dei Baldi, poi pista azzurra n. 9 ma alla fine questa volta si prende la seggiovia accanto n. 6 (Col Fioret). All'arrivo siamo in un'altra zona del comprensorio, quella relativa al Monte Fertazza. Giriamo subito a sinistra per la pista rossa n. 23 (Fertazza) stando attenti a tenerci sulla sinistra per puntare all'arrivo di una seggiovia: la n. 13 (Fertazza). Risaliamo e questa volta ci divertiamo a scendere a destra per una nera corta ma con alcuni dossi che, se presi in velocità, permettono di saltare, ovviamente per chi se la sente. Si tratta della pista nera n. 30 (Cima Fertazza). Alla fine della nera spostarsi a destra e ricongiurgersi alla rossa n. 23 ma senza scendere di nuovo alla seggiovia, tenersi sulla destra del rifugio che si vede in basso e continuare per la pista rossa n. 29 (Bait) che scende fino a Pescul. Da 2100 metri a 1400 metri, pista varia e accattivante. A Pescul prendere la seggiovia n. 11 (Pescul-Fertazza) e all'arrivo girare a destra nuovamente per la seggiovia la n. 13. C'è però una pista rossa molto bella da fare assolutamente e che riporta a Pescul. Si tratta della n. 21 (Salere). Per prenderla, all'arrivo della seggiovia n. 13 (con panoramico rifugio Belvedere), girare a sinistra e tirare dritti per l'azzurra n. 12 (Fernazza). Dopo un breve muro e passato un rifugio sulla sinistra girare sempre a sinistra. Attenzione però: dopo appena circa 100 metri tenersi rigorosamente a destra, altrimenti ritornate sulla pista n. 29. Dopo un tratto in falso piano e stretto inizia la pista rossa n. 21 vera e propria che vi porta fino a Pescul. Si riprendono in successione le due seggiovie e questa volta all'arrivo a sinistra si tira sempre dritti per la n. 12 fino a prendere di nuovo o la pista rossa n. 7 o la n. 13. In alternativa, per allungare il giro, è possibile risalire con la seggiovia n. 5 (Pelmo) e scendere a degli skilift in basso tenendosi sulla sinistra con delle piste azzurre interessanti. In quest'ultimo caso, risaliti con gli skilift a Col dei Baldi si scende ai Piani di Pezzè con la n. 14 e poi ad Alleghe (pista 2 o 3). Anche con la pista  7 si scende  ai Piani di Pezzé e poi ad Alleghe. Mentre con la 13 ai Piani di Pezzè si prende un breve skilift a lato della cabinovia per poi ridiscendere ad Alleghe.

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