Sciare a Sesto in Pusteria nel comprensorio del Dolomiti superski 'Tre Cime'

 

Il comprensorio sciistico Tre Cime (Drei Zinnen) è situato tra i paesi di Dobbiaco, San Candido, Versciaco, Sesto, Moso e Padola. Fa parte del famoso Dolomiti Superki ed è posto all'estremità est della Val Pusteria, oltre Plan de Corones, praticamente al confine con l'Austria ma s'estende anche nel Cadore verso il Passo di Monte Croce Comelico che segna il confine tra Dolomiti e Alpi Carniche. E' un comprensorio di media grandezza, per circa 110 km di piste dichiarate. Rispetto a zone più rinomate del Dolomiti superski di cui fa parte, presenta un affollamento minore con impianti all'altezza della situazione. Le piste sono piuttosto tecniche, pur avendo anche piste azzurre e comunque spesso itinerari alternativi per evitare quelle più difficili. Tranne nel trasferimento tra la zona di Sesto e quella di Moso dove è obbligatorio fare delle piste rosse. Nel complesso le piste azzurre sono il 35% del totale, le piste rosse il 47% e le piste nere il 18%, tra cui una molto rinomata per la pendenza (Holzriese II). Alcune piste rosse sono alquanto impegnative, presentando spesso cambi di pendenza con muri di tutto rispetto. Un altro pregio è che il paese di Versciaco, da cui parte una cabinovia per il Monte Elmo ed il resto del comprensorio, ha una stazione ferroviaria del treno locale della Val Pusteria proprio a ridosso dell'impianto di risalita. Il comprensorio è sci ai piedi per la zona Monte Elmo (sia lato Versciaco che Sesto) e Croda Rossa (Rotwand) fino al passo Monte Croce, raggiungibile con uno skiweg spettacolare tra i boschi. Per scendere oltre in Comelico verso Padola, è necessario usufruire di uno skibus e riprenderlo in senso inverso per tornare verso Sesto. Sono in progetto due cabinovie per rendere la zona tutta percorribile sci ai piedi. Restano staccati gli impianti di San Candido, Dobbiaco e Lago di Braies, raggiungibili o con mezzi pubblici o privati. Comunque queste zone, pur valide, sono residuali rispetto al grosso del comprensorio. Si scia tra i 1130 metri circa di Versciaco fino a circa 2200 metri del Monte Elmo. Per esposizione e altezza quindi il comprensorio è preferibilmente da frequentare in pieno inverno. Panorami intensi sulle Dolomiti di Sesto e in quota vista allargata sulle Alpi altoatesine ed austriache nonchè su altre cime dolomitiche tra cui le famose Tre Cime di Lavaredo che s'intravedono all'interno. Lo skipass offre alternative varie: o il pacchetto solo per il comprensorio o quello intero ma più caro del Dolomiti superski oppure (preferibile) formule come il 5+1 che in una settimana bianca permettono di sciare per un giorno o più in un'altra zona, ad esempio la vicina Plan de Corones. Nei fine settimana è riscontrabile un discreto aumento degli sciatori che però si mantiene sempre a livelli accettabili permettendo sciate in relativa sicurezza. I collegamenti non sci ai piedi con autobus e skibus sono accettabili, pur con alcune riserve come la fermata per gli impianti di Signaue che non sempre viene effettuata nel piazzale antistante ma sulla strada statale, costringendo gli sciatori ad una camminata in salita o discesa non indifferente.
La descrizione delle piste inizia dalla zona del Monte Elmo dal paese di Versciaco, seguendo le numerazioni della cartina ufficiale. Si prende la cabinovia n. 13 Vierschach-Elm e si è subito in quota al Rifugio Monte Elmo da cui parte un intero costone sciabile della montagna e per scaldarsi conviene andare fino alla base della nuova seggiovia, saltando quella più vicina e scendendo più a valle (seguire i piloni) con pista azzurra/rossa n. 14 e poi 15. Alla base a destra della seggiovia, se siete già pronti, è disponibile la bella variante nera 13b Raut che vi porterà dritti a Versciaco. Altrimenti, potrete risalire con la seggiovia citata e, questa volta, riscendendo e tenendovi rigorosamente tutto a sinistra prendere un bivio (attenzione poco visibile) con curva a gomito che porta alla pista rossa n. 13. Ad un terzo della pista simpatico rifugio. Lungo la rossa è possibile una variante corta nera (13a) praticamente un muro dritto. La pista 13 rossa continua nel bosco fino a Versciaco. Dislivelli nel complesso notevoli che impegnano le gambe. Tornando di nuovo in quota con la cabinovia è possibile giocare con alcune piste azzurre e rosse che si prendono girando tutto a destra dall'arrivo e andando a prendere la seggiovia 16 Helm. Con questo impianto salite a oltre 2200 metri sul Monte Elmo e potete scendere su un costone a dossi dalla sciata divertente. E' tempo di spostarsi verso Sesto. Magari senza ridiscendere fino a Versciaco si prende lo skilift n. 12 Hahnspiel e in discesa si punta verso la pista rossa n. 11 Helm-Sexten che peraltro presenta variante sia rossa 11c che nera 11b quindi consultate la cartina. La pista rossa n. 11 è una lunga pista da non sottovalutare, ultimo tratto esposto al sole e quindi tendente a mollare nel pomeriggio. E' possibile anche non scendere fino a Sesto e poi risalire con la funivia n. 11 Sexten-Elm al Monte Elmo, considerando che la funivia potrebbe comportare una coda non lunghissima ma sempre una coda specie nei momenti topici della giornata. Per evitare questo, basta stare attenti sulla pista n. 11 fino a quando non si nota un impianto cabinovia a sinistra n. 40 Stiergarten. E' un impianto un pò atipico perchè è preso anche in discesa da chi viene dalla zona omonima che a sua volta mette in contatto con la Croda Rossa. Se farete il giro al contrario, per tornare dalla Croda Rossa verso Sesto o Versciaco, ricordatevi che solo con questo breve tratto di cabinovia vi collegherete alle due zone. Infatti la cabinovia n. 40 prosegue con altra tratta fino alla sommità della zona Stiergarten (2100 m.). La pista rossa n. 40 Stiergarten (obbligatoria per chi viene dalla Croda Rossa verso Sesto) va comunque fatta perchè di soddisfazione. Tornati su con la cabinovia 40, stavolta ci getta a destra sull'altrettanto tecnica e piuttosto lunga pista rossa n. 41 Drei Zinnen con un muro finale non da trascurare. Alla base della cabinovia località Signaue (caratteristico rifugio in legno), ci si sposta finalmente verso la zona Croda Rossa (Rotwand). Breve tapi-roulant e impianto cabinovia n. 10 Signaue che risale fino alla Croda Rossa. I più bravi devono fare dalla sommità l'accoppiata nera 3a (Holzriese I) con il tratto successivo 3b (Holzriese II). In mezzo, per fortuna, un breve tratto di azzurra perchè la 3b con una pendenza del 71% (pari a 35,4 gradi d'inclinazione) è una delle piste più ripide delle Dolomiti e non solo. Tuttavia sia per l'esposizione che per preparazione le piste sono in genere ben mantenute e danno la giusta adrenalina. I meno bravi possono scendere a Bad Moos (Moso) con una bella pista azzurra n. 3 (solo piccola attenzione ad un gomito in contropendenza verso sinistra). Ovviamente merita anche la pista rossa n. 10 che riporta a Signaue e che va fatta obbligatoriamente in caso di giro al contrario da quello qui descritto. In cima alla Croda Rossa (rifugio un pò oltre) è possibile scendere verso destra puntando la partenza dello skilift n. 5 Porzen da cui scende una breve pista rossa. Ma lo skilift è importante perchè all'arrivo, prendendo a destra parte una lunghissima pista azzurra vero e proprio skiweg di trasferimento in mezzo al bosco e poi all'aperto con i bastioni della Croda Rossa sulla sinistra a far da contorno verso il passo Monte Croce. Al passo si trovano 2 skilift. Quello a destra porta ad una pista rossa dritta che, incredibile ma vero, è dedicata a Marc Girardelli perchè il campione lussemburghese si allenava ogni tanto qui. Dopo che vi siete immedesimati con il campione a fare i paletti, tornare su con lo skilift di sinistra e prendere a destra una pista rossa di trasferimento e molto panoramica per andare verso Padola. La pista purtroppo si ferma a metà strada e per Padola è necessario prendere uno skibus (consultare prima gli orari). Sembra sia in progetto un impianto per collegare direttamente le due zone. Siamo ormai nel Comelico superiore. Gli impianti di Padola sono simpatici e si cambia perlatro prospettiva di paesaggio, con nuovi orizzonti verso le montagne bellunesi. Con una seggiovia è possibile fare o una lunga pista azzurra n. 50 (Pista campo) o variare con una rossa 50a (Tre picchi) oppure seguire un tracciato più impegnativo con tre tratti di nere (50b,d,e) che riportano alla base. Da qui non c'è alternativa per tornare indietro: riprendere l'autobus (sempre consultare gli orari) per risalire tutta la vallata ed il Passo Monte Croce fino alla località Signaue. Sulla cartina è segnata anche un'azzura che scende dal Passo ma è sconsigliabile perchè troppo in piano. Da Signaue due possibilità: o riprendere la cabinovia e facendo il giro al contrario scendere verso Moso (Bad Moos), Sesto o Versciaco oppure prendere un altro skibus per scendere. Dipende dal tempo a disposizione. Naturalmente questo ampio giro non deve essere necessariamente ripetuto ogni giorno. Il comprensorio per uno sciatore medio è fattibile tutto in circa due giorni e quindi resta il tempo per rifare il tutto o per esplorare nuove mete. Che possono essere, spostandosi con i mezzi e non sci ai piedi, sia la zona di San Candido, Dobbiaco o la più piccola ma panoramica Braies oppure la non lontana zona sciistica a sè stante di Plan de Corones appartenente sempre al Dolomiti superski e con circa 110 km di piste a disposizione. Altamente consigliata in caso di bel tempo, infine, una passeggiata pomeridiana defatigante al tramonto lungo la stupenda Val Fiscalina (sopra Moso) fino al rifugio di Fondo Valle, raggiungibile in una mezz'ora di cammino su comodo sentiero innevato (per i più pigri anche slitta trainata da cavallo).

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