Il film di Nolan 'Oppenheimer'

 

Difficile non scrivere qualcosa su questo nuovo film di Nolan, regista talentuoso a tutti gli effetti. Classico biopic sulla figura di Oppenheimer, conosciuto come il padre della bomba atomica. Sgombriamo alcuni equivoci: il film non vuole essere una disamina sui significati della 'nuova' fisica del XX secolo, basata sulle teorie della relatività di Einstein e sulla meccanica quantistica, anche se ovviamente il film, basandosi su molte delle figure rappresentative di questa materia, deve fare qualche riferimento alle sue teorie. Ma qui non c'è nessuna elucubrazione sulle teorie scientifiche per poi usarle ai fini di una sceneggiatura, come con Interstellar dello stesso regista o con altri film di fantascienza che, notoriamente, hanno attinto abbondantemente a queste tematiche scientifiche novecentesche, proprio perchè piene di paradossi e congetture ai limiti della realtà. Lo conferma il fatto che proprio Oppenheimer fu uno dei precursori della teoria sui buchi neri con uno studio del 1939.  La presenza dei buchi neri è sfruttata guarda caso proprio in Interstellar come base del racconto, mentre qui il racconto è basato su una cosa realmente accaduta, in una parola: un evento storico. Quindi bisogna inquadrare il film sotto l'aspetto cronastico-documentale? La risposta è: ni. L'aspetto documentale c'è ma è traslato in un'allegoria vera e propria sulle conseguenze delle scoperte scientifiche. Il film è un'allegoria che, attraverso le vicissitudini di Opphenhiemer, vuole rappresentare la perdita di verginità, possiamo dire, della scienza 'pura' (e che scienza!) a favore della sua subordinazione a interessi politici e soprattutto militari. Se letta così, la vicenda appare straordinariamente razionale (nonchè attualissima) e i turbamenti quasi bipolari manifestati dal protagonista durante la realizzazione del progetto Manhattan, appaiono perfettamente contestualizzati e ricondotti al solito scontro, frequente, tra aspirazioni individuali e interessi collettivi, dove i secondi vivono spesso di vita propria e sono riconducibili ad una logica definibile con una sola parola: gestione del potere.  Inquadrato il tutto sotto quest'ottica, si può dire che il film funziona, eccome. Perchè a questo punto un'allegoria dà spazio alla creatività artistica e qui il talento di Nolan si sbizzarrisce. A cominciare dall'uso della pellicola imax a 70mm. Si segnala che questa visione è quella ottimale, purtroppo pochi cinema hanno i proiettori adatti. E' una tecnologia usata raramente oggi, una sorta di ritorno all'analogico in un'era di CGI (computer generated imagery), anche se altri registi l'hanno adoperata come Tarantino. Discutendo di queste cose siamo ricaduti nel campo del cosiddetto 'specifico filmico' e Nolan  si piazza in ottima posizione tra i registi che girano fuori dagli schemi strettamente 'tradizionali' della filmografia storica ante CGI, pur mantenendo una dignità robusta nella qualità del prodotto, non svilendolo a una sorta di videogioco su grande schermo. La stessa durata del film è secondo gli standard attuali fuori 'mercato'. Non a caso questa durata di 3 ore del film è sembrata 'eccessiva' a molti spettatori. Anche l'uso alterno del bianco e nero ha un riferimento con l'allegoria, dato che  (spiegazione fornita dallo stesso regista) le scene a colori rappresentano l'aspetto soggettivo della vicenda mentre il bianco e nero è l'aspetto oggettivo della vicenda. Spiegato meglio: le scene a colori sono quelle dove Oppenheimer è parte attiva e gestisce le cose, le altre dove subisce ed è solamente una pedina in un gioco più grande di lui. Tornando allo specifico filmico, per giudicare questo film usiamo un paragone forse azzardato ma efficace. Il cinema, come forma d'arte, non ha analogie solo con il teatro come la presenza in entrambi di un testo, attori e regista farebbe pensare. Ha anche una similitudine con l'opera, nella quale il tutto è un mix tra testo, musica e soprattutto spettacolo, dove per questa parola s'intende la capacità di rapire lo spettatore in un contesto fatto di meraviglia, attenzione e stupore per l'impianto scenico. Insomma in una parola: intrattenimento d'alto livello. L'invito per uno spettatore è di giudicare questo film sotto quest'ottica. Spettacolo d'alto livello. Se poi da uno spettacolo d'alto livello, lo spettatore ne esce con dubbi, opinioni, curiosità culturali o altro come onestamente accade con questo, allora è pure meglio 

Esistono 2 versioni del trailer ufficiale, ho scelto questa perchè si basa di più sulla psicologia del protagonista: