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Il Film di Roberto De Feo "The Nest" (Il nido)

Opera prima come lungometraggio per questo regista e sceneggiatore che in un colpo solo, insieme ed in contemporanea con l'altro azzeccato film dello stesso genere di Pupi Avati "Il Signor Diavolo", hanno saputo risollevare le sorti del genere horror italiano.  Eppure Roberto De Feo  a confronto con Avati non è molto conosciuto. Il film per la verità è un horror atipico e raffinato dove l’atmosfera tipica di questi film viene raggiunta non attraverso l'uso di fantasmagorici effetti speciali o il ricorso al soprannaturale. Solo 'suspense' e un pizzico di ovvio riferimento ai classici 'topos' del genere. Anzi il film può essere classificato come una rivisitazione intelligente di stereotipi tipici cinematografici. Il finale, infatti, farà affidamento come chiave di volta della propria trama ad uno degli stereotipi più abbondanti in giro nei film horror. Trama che può essere letta, a sua volta, come un thriller, per cui fare attenzione ai piccoli segnali forniti durante la visione che, se interpretati a dovere, faranno capire in anticipo che non tutto è esattamente come appare, mentre cattivi e buoni alla fine avranno sia torto che ragione. Come nel caso di Samuel, il ragazzo protagonista, che ascolta il brano 'rock' su un Ipod datogli dalla ragazza e che a sua volta gli dice: "...era di mio padre quando era giovane" e dopo fatevi due conti in quale 'epoca'  secondo voi si svolge effettivamente l'azione perchè non corrisponde affatto agli oggetti che si trovano in giro in quel castello, a partire dai telefoni stile anni '70. Ma tutto questo fa parte appunto del sopraffino clima d'attesa ricreato dal regista. Talmente sopraffino che forse il film deluderà gli amanti dell'horror più 'splatter' e qualcuno di questi potrebbe pure annoiarsi. Presenti anche citazioni sparse dalla storia del cinema: alcune riprese del protagonista in giro per la casa con la sedie a rotelle rimandano vagamente al Kubrick di 'Shining', con il triciclo in giro nei corridoi mentre la figura della madre è costruita per suscitare la stessa antipatia della capo infermiera in 'Qualcuno volò sul nido del cuculo'... Il tutto condito con una azzeccata colonna sonora praticamente basata su due brani: la sonata "Al chiaro di Luna" di Beethoven e il tema, ripetuto al pianoforte, di "Where is my mind" dei Pixies; altra citazione, se vogliamo, dato che era presente nel mitico film "Fight Club" con Brad Pitt e Edward Norton del regista David Fincher.
Insomma un film 'opera prima' (De Feo ha all'attivo 'Ice cream' del 2013 ma è un cortometraggio) che merita una puntata al cinema e non a caso è stato presente al Festival di Locarno del 2019.

Il trailer ufficiale: 

 

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