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Sciare nel comprensorio del Monterosa ski: Champoluc, Gressoney ed Alagna

 

Oltre il Trentino-Alto Adige, meta indiscussa per gli amanti dello sci alpino (e non solo), c'è un'altra regione che vanta un territorio praticamente solo montuoso in Italia: la Val d'Aosta. In essa, sono collocate le montagne più alte delle Alpi e questo la dice lunga sulle possibilità di praticare attività legate alla frequentazione della montagna. Parecchi i comprensori sciistici organizzati. Qui intendo dare informazioni e fare una descrizione delle piste da sci del comprensorio denominato "Monterosa ski"  che si sviluppa su tre valli, di cui due in Val d'Aosta e una in Piemonte. Le due in Valle sono la Val d'Ayas e la Valle di Gressoney. Quella piemontese è la Valsesia, in provincia di Vercelli. La denominazione del comprensorio è data dal fatto che scierete sempre al cospetto del Monte Rosa che, con i suoi 4.634 metri della Punta Dufour, è la seconda montagna più alta delle Alpi. Da notare che ben 18 vette superano i 4.000 metri e quasi tutte sono visibili sciando nel comprensorio. Questo vi fa immaginare lo scenario piuttosto maestoso che vi aspetta. A questo si aggiunge la visione del Cervino verso Champoluc e, ovviamente, un panorama a più lungo raggio in quota in cui potete sbizzarirvi a riconoscere le vette visibili: dal Monviso alla Grivola, dal Gran Paradiso al Monte Bianco, ecc. Naturalmente le montagne della Valle d'Aosta sono molto diverse per conformazione dalle Dolomiti, per cui i paesaggi appariranno alquanto diversi. C'è chi preferisce il panorama dolomitico, diciamo più accattivante e elegante, e chi quello più maestoso e severo delle montagne di granito e rocce analoghe. Questione di gusti, su cui è difficile pronunciarsi. Per quanto riguarda lo sci, si ricorda che la conformazione della montagna gioca un ruolo importante, anche nello sci alpino che si pratica su piste battute. La cosa forse più importante è che mediamente al Monterosa ski si scia ad un'altezza più elevata rispetto alle Dolomiti. Praticamente sempre fuori da zone boscose. In particolare, sul Monterosa ski, la sciata in quota si situa tra i 2.300 metri e i quasi 3.000 metri del Passo dei Salati.
Abbiamo detto che il comprensorio comprende tre valli. In Val d'Ayas la base di partenza è Champoluc, nella valle di Gressoney è Gressoney la Trinité e nella Valsesia è Alagna. Esistono anche altri paesi in valle, tra cui il grazioso Gressoney Saint-Jean ma non sono vicini agli impianti che portano in quota. La descrizione del comprensorio inizia dalla seggiovia Jolanda a Gressoney la Trinité ma tutte e tre le località sono collegate sci ai piedi, per un totale ufficiale di 180 km di piste, comprensive però anche di alcuni settori non collegati come quello di Gressoney Saint-Jean o Antagnod. Diciamo che uno sciatore mediamente allenato e bravo farà almeno una volta tutte le piste in circa 4 giorni, considerando il fatto che quando si scia ci si ferma anche a godersi i panorami o magari si fa sosta nei rifugi lungo le piste. Le piste sono, nel complesso, ampie per essere collocate in montagne diverse da quello dolomitiche e sufficientemente tecniche e lunghe. Una caratteristica è che proprio le piste di collegamento non sono sempre facili e quindi anche camminando con gli sci si trovano percorsi interessanti. La denominazione delle piste e degli impianti qui usata, nonchè la numerazione, sono quelle ufficiali della ski-map.
Si diceva di partire dalla seggiovia Jolanda a Gressoney La Trinité. Qui s'apre una parentesi. Molti impianti sono un pò vecchiotti per la verità. Alcuni sembrano da cambiare, compresa la Jolanda. Partire da una zona cruciale del comprensorio sull'unica seggiovia biposto e pure un tantino antiquata può suscitare qualche perplessità. Partendo da Champoluc, le cose vanno meglio perchè sono a disposizione sia una cabinovia sia, a qualche km di distanza e raggiungibile anche con skibus, una seggiovia (località Frachey). Mentre a Gressoney c'è anche la possibilità di partire direttamente più in alto, in località Stafal (a circa 1.800 metri d'altezza) che è il punto di congiunzione tra gli impianti di Champoluc e quelli di Gressoney. A Stafal alcune strutture alberghiere ma niente paese. Sugli impianti non proprio nuovi la risposta degli addetti è che le vecchie seggiovie resistono meglio delle nuove alle raffiche di vento e quindi c'è meno rischio di avere i collegamenti inagibili quando tira vento. Può essere una valida scusante, dato che in questo comprensorio quando il vento tira... tira davvero.
Segnalo questi problemi che hanno, in caso di affollamento, il corollario di lunghe file ma anche il vantaggio di meno gente in pista (l'impianto più lento in genere garantisce meno ammucchiate sulle piste) e che tendono a far preferire il comprensorio magari non nei periodi di punta ma in quei periodi con meno turismo invernale. In gennaio, ad esempio, il comprensorio offre sciate (tempo atmosferico permettendo) grandiose per qualità della neve e per lo scarso affollamento sulle piste. A proposito di affollamento, tenere presente che la presenza di parecchie seconde case e la relativa vicinanza con grandi città (Torino, Milano), fa sì che il sabato e la domenica il comprensorio può risultare piuttosto pieno di gente. In zona, le usuali settimane bianche partono in genere dalla domenica.  
Dunque, muovendoci con la seggiovia Jolanda (24) all'arrivo si ha subito una possibilità per testare le capacità tecniche girando a sinistra per la nera Jolanda 1 (G4). All'inizio non sembra così ripida ma quasi alla fine vi affaccerete a sorpresa su un muro niente male, assolutamente pendente e da non sottovalutare. Se non ve la sentite di fare una cosa così subito, proseguite per la rossa Jolanda e, in entrambi i casi, arrivate all'inizio della seggiovia Bedemie-Seehorn (23). Presa la seggiovia, scendendo si prende la rossa di collegamento Gabiet (G11), fino alla diga e al lago omonimo (ghiacciato in inverno). Per rilassarsi si può fare una deviazione sullo skilift a destra Gabiet-Lago (21) dove ci sono due simpatiche piste blu che scendono da entrambi i lati. Quella a destra dello skilift ha un breve muro iniziale piuttosto divertente e ottima palestra magari per i meno bravi. Ridiscesi alla base dello skilift, vento permettendo, si prenderà il secondo tronco della cabinovia  Gabiet-Passo dei Salati (25). In cima (circa 3.000 metri), stupenda vista sulle Alpi e, naturalmente sulle vette dei 4.000 del Monte Rosa che qui si avvicinano alla visuale. Qui ci sono due alternative: prendere la rossa che riporta in basso o essere tentati di scavallare subito verso Alagna. Se arrivate di mattina, con bel tempo, non c'è dubbio: discesa sulla magnifica pista nera (rossa nel tratto più in basso verso Alagna) Olen (V3). La pista è un ex fuori pista che scendeva in Valsesia ed è divenuta da qualche anno il collegamento di Alagna (da e per) all'interno del comprensorio. Una pista stupenda, che scende da 3.000 metri ai circa 1.200 metri del paese e che risulta una di quelle piste dello scenario alpino che deve esser fatta almeno una volta nella vita di uno sciatore, magari senza mai fermarsi se ce la fate!. Ovviamente, data la quota terminale, la pista potrebbe risultare spappata in caso di temperature elevate. In tal caso, non c'è bisogno di arrivare fino ad Alagna e riprendere il primo troncone del ritorno (cabinovia) ma potete fermarvi all'inizio del secondo troncone della funivia, la Pianalunga (30) e ritornare direttamente al passo dei Salati. Tuttavia, è consigliabile (se aperta) una deviazione per la seggiovia a lato della funivia, la Pianal (32) che vi porterà parecchio in quota per poi scendere con la bella pista rossa Mullero (V2) e assolutamente dopo essersi soffermati sul panorama alla fine della seggiovia che qui si apre verso il versante svizzero e mostra il lato sud-est della parete del Monte Rosa, con il rifugio della capanna Margherita accoccolato sull'omonima punta a 4.554 metri (il più alto rifugio nelle Alpi ed in Europa). Altra dritta per questa zona del comprensorio è che se state ai Salati verso l'ora di pranzo, potete prendere il viottolo dritti davanti a voi e poi tenere leggermente a destra fino al rifugio Guglielmina, a lato della pista Olen. Dopo la sosta riprendete naturalmente la Olen per una sciata digestiva.
Comunque tornati ai Salati, se proprio volete fare tutte le piste, potete scendere per la divertente blu Cimalegna (V4) a sinistra della Olen e ritornando su con un'intermedia della funivia Pianalunga-Cimalegna (30).
Dal passo è ora di spostarsi verso il basso, quindi pista rossa molto bella Salati (G7-G8) dove potrete affinare la tecnica. Anche questa pista è piuttosto lunga ed in vista della cabinovia che sale ai Salati bisogna continuare per il collegamento Ricka (G12) che, a dire il vero, non è ben segnalato da questo lato mentre è più facile prenderlo venendo giù dal Gabiet. Comunque prendereu n pò di velocità perchè c'è un tratto in falso piano e si arriva ad uno spiazzo dove, sulla destra, s'apre l'inizio della pista nera Moos (G6). Si tratta della pista che ci permette di scendere a Stafal, per proseguire verso Champoluc. La pista è tecnica ma non particolarmente difficile e poi, dopo il muro finale, s'apre in un rilassante viottolo accanto ad un ruscello (pista blu) che (tranne un altro muretto finale) porta alla località Stafal. Tolti gli sci, bisogna fare circa 150 metri a piedi per andare a prendere la funivia Stafal-Sant'Anna (18) sull'altro lato della strada. E' possibile, se l'innevamento lo permette, scivolare cautamente con gli sci alla fine della pista sulla destra, attraversare la strada sempre con gli sci e andare a prendere un viottolo a sinistra che corre lungo la strada a lato di una casetta ed arrivare racchettando un pochino fino all'ingresso della funivia. All'arrivo della funivia, con qualche racchettata si superano circa 100 metri di falso piano per andare a prendere la successiva seggiovia Sant'Anna-Colle Betta (17). Non sembra ma si sale subito di quota e si arriva infatti ai circa 2.700 metri del Colle Bettaforca. Da qui inizia la discesa verso Champoluc e la Val d'Ayas, dapprima con la pista rossa Del Colle (C14) che si prende scendendo a destra della sella sottostante il Bettaforca e poi continuando con la rossa Larici (C15). Discesa parecchio lunghetta, tratto iniziale bello tecnico, per affinare lo stile e poi (come dice il nome) in pendenze rilassanti ma sempre vive verso la seggiovia Alpe Mandria (15). presa la seggiovia si scenderà a destra per la pista blu Del Lago (C10) e seguendo possibilmente le indicazioni per Champoluc. Con la pista rossa Contenery (C9) si arriva in fondo ad un vallone con una seggiovia: Lago Ciarcerio-Alpe Belvedere (13) composta da due tronconi su entrambi i lati. Bisogna prendere il lato destro che porta a scavallare la zona del Sarezza e alla fine di questa parte la pista blu Belvedere (C7). Per coloro che amano fermarsi, subito a sinistra in basso, grazioso rifugio. Mentre per coloro che fotografano, si segnala che scesi dalla seggiovia sulla vostra destra appare maestosa la sagoma del Cervino. A questo punto, per scendere alla grande e con un percorso più lungo a Champoluc, è preferibile prendere la cabinovia Crest-Alpe Ostafa (11) alla fine della pista blu. Arrivati alla fine della cabinovia, girare verso la base visibile della seggiovia Alpe Ostafa (12), salire con questa fino al Colle Sarezza e girare subito a destra per la pista rossa Sarezza (C5). Alla base della seggiovia, tirare un pò dritti e mantenersi a sinistra per la pista rossa Ostafa 2 (C3), molto divertente e con una variante a destra Ostafa 1 (C4). Tenere sempre la sinistra e continuare per la pista rossa Del Bosco (C1) che in una serie di muretti tecnici vi porta a Champoluc, base cabinovia Champoluc-Crest (8). La successione di queste piste, con un dislivello di circa 1.100 è notevole ed appagante.  
A questo punto si tornerà indietro, nuovamente verso Gressoney. Per farlo, prendere la cabinovia Champoluc-Crest (8) e all'arrivo mettere gli sci in spalla lungo circa 100 metri per attraversare un pianoro fino all'altra cabinovia Crest-Alpe Ostafa III (11). C'è la possibilità di non camminare prendendo il tapis-roulant del campo scuola ed uscendo all'incirca a metà della pista del campo scuola, superando un varco nella rete di protezione. Alla fine della cabinovia andremo a riprendere la seggiovia Alpe Ostafa-Colle Sarezza (12) e all'arrivo giriamo a sinistra per la pista rossa Sarezza-Contenery (C6). Al Colle, bel panorama con un caratteristico monumento allo stambecco. La pista ha una curva a destra che immette in un canalino in mezzo alle rocce con relativo muro sempre all'ombra e spesso con neve non in buono stato. E' più l'impressione che altro; però, data la frequentazione come pista di collegamento, data la vista poco rassicurante delle rocce vicine che restringono la pista, qualcuno in difficoltà c'è sempre ed è meglio andare piano. Dopo il muro la pista si apre in una gradevole discesa fino alla seggiovia Lago Ciarcerio (13) dove si prenderà questa volta l'altro tronco che sale. Alla fine girare a sinistra e andare sulle piste che si intrecciano ma portano tutte alla seggiovia Alpe Mandria (15). Dato che dobbiamo fare tutte le piste, ci soffermeremo all'arrivo a fare la pista rossa Pian de la Sal (C16) e nuovamente giù torneremo di nuovo su per fare magari la variante della rossa Del Monte (C11). Soddisfatti, tornati di nuovo su andremo questa volta verso sinistra a prendere la breve ma simpatica pista rossa Liason (C13). Per chi volesse fermarsi, subito a destra dell'arrivo della seggiovia simpatico rifugio con bandierine himalaiane all'esterno, il cui gestore è guida alpina locale nonchè un himalaiano come si dice, dato che è salito su alcuni degli ottomila dell'Himalaia. Soste o non sosta, con la pista Liason arriviamo alla base della seggiovia Bettaforca (16) che ci riporta al Colle omonimo. All'arrivo, questa volta giriamo in senso contrario a sinistra nella sella sottostante e percorriamo il famoso pistone Betta (B1), una pista rossa rilassante e da curve larghe, fino ad arrivare in fondo. Ora attenzione, perchè per tornare verso Gressoney non si va fino all'arrivo della seggiovia che si vede scendendo ma si prenderà un bivio a sinistra, verso un rifugio dove, continuando, si potrà prendere la pista Nera (B6) che è appunto una pista prima nera e poi rossa che scende alla partenza della cabinovia per Gressoney da Stafal. Se non volete fare la nera, potete allora scendere ancora per il pistone Betta, senza prendere il bivio a sinistra, per poi girare a sinistra più in basso (cartelli) lungo la rossa Delle Marmotte (B5) che si ricongiunge con l'ultimo muro della nera. Alla fine del muro terminale attenzione a tenere assolutamente la destra per scendere con la pista che si restringe ed arrivare alla partenza della cabinovia Stafal-Gabiet (20). Si prende scendendo delle scale e alla fine di questa conviene riprendere lo skilift Gabiet (G9), poi scendere a destra per il muretto dove, appena finito, si apre un viottolo a sinistra (attenzione a vederlo) che fa prendere velocità verso la pista Ricka (G12). Allo spiazzo finale questa volta non gireremo a destra per la Moos, altrimenti riscendiamo a Stafal, ma tiriamo dritti davanti a noi sulla pista rossa Alpe Ricka (G5) e arriveremo dopo un'appagante discesa alla base della seggiovia Bedemie-Seehorn (23). Qui, se vogliamo scendere direttamente a Gressoney tireremo dritti mantenendo leggermente la destra verso la pista rossa di rientro Jolanda (G3) che, restringendosi sempre più ed entrando alla fine nel bosco, ci porta alla base della seggiovia omonima a Gressoney La Trinité. Giro del comprensorio finito ma se vogliamo allungarlo, prima di scendere con la Jolanda, possiamo risalire con la Bedemie-Seehorn e fare altre due piste rosse: a sinistra parte la Seehorn (G13) mentre a destra la Chamois (G10).
Questo è tutto e buon divertimento. Cliccando qui potete vedere alcune foto delle piste del comprensorio:




Segnalo infine che la zona del Monterosa è ricca di percorsi free-ride. Qui trovate alcuni itinerari classici.

Per lo sci alpinismo idem, anzi la zona è teatro della più importante gara di sci alpinismo in Italia e forse Europa: il famoso trofeo Mezzalama. Qui segnalati alcuni itinerari classici di sci alpinismo nella zona del Monte Rosa.
Infine per gli amanti delle ciaspole, un mezzo più tranquillo, per personale esperienza nella parte finale della Val d'Ayas, sopra la frazione di Saint-Jacques, s'apre una conca stupenda con itinerari liberi e via via più difficili, mano a mano che si sale verso il Lago Blu di Champoluc.






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