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Fedora e la sua ultima versione impressioni e commento

Fedora è una distribuzione che non ha bisogno di essere presentata, almeno per gli utenti che hanno familiarita con il mondo Linux. La recente versione 33 Workstation dimostra ampiamente la sua fama ed è in download sul sito ufficiale. La novità principale di quest'ultima release è la scelta di default del filesystem BTRFS (non disponibile se si fa un upgrade da una versione precedente). A proposito di upgrade da una versione all'altra: dalla versione 25 si dimostrano affidabili e semplici e Fedora fa praticamente tutto da sola: avverte dell'esistenza di una versione e una volta scelta di installarla procede in automatico con alcuni riavvii del sistema. Non era precisamente così fino a qualche tempo fa e i passi fatti sono notevoli e questo è un altro punto a favore. A riprova di quanto detto si possono leggere alcune opinioni su questo stesso sito su precedenti versioni (15 e 16) risalenti a qualche anno fa (ben 6 ed eravamo nel 2011) che manifestavano una serie di problematiche ed erano addirittura poco lusinghiere nel giudizio. Ebbene, questo appartiene al passato. Le ultime versioni restano sempre ancorate alla scelta dell'ambiente grafico Gnome 3 (adottato dalla versione 15) di default ma molto è cambiato e tutto in meglio.
Ovviamente rimane anche, per una scelta del team di sviluppo e di diritti, la filosofia di non fornire applicativi che violino termini proprietari. Per cui tutta una serie di pacchetti soprattutto relativi al multimediale devono esser installati dopo.
Comunque Fedora ormai adotta la tendenza di essere sempre più facile da usare e l'installazione dei pacchetti .rpm non solo avviene da terminale con il comando 'dnf' (che ha praticamente sostituito 'yum') ma si può usare una pratica ed essenziale GUI 'dnfdragora'. Inoltre Fedora gestisce in automatico gli aggiornamenti e presenta all'utente una pratica app già installata denominata 'software' che più semplice non si può. Sostanzialmente come usabilità, almeno per la gestione software, stiamo quindi ai livelli di Ubuntu. Tuttavia per l'utente appena un pò smaliziato conviene usare 'dnf' o la sua GUI 'dnfdragora'.
Per il punto dolente di Fedora e cioè quello della scarsità di pacchetti di terze parti installati ci si può affidare ai 'rmpfusion repositories' suddivisi in due categorie: free e non-free. Tenete conto che in genere i driver proprietari delle schede grafiche (ad esempio NVIDIA) sono in quelli non-free. Si scaricano i due pacchetti .rpm e una volta installati avrete allargato la possibilità di installare altri pacchetti di terze parti sempre con il comando 'dnf install'.
Fedora segue una sua filosofia per la sicurezza per cui ad esempio di default vi troverete SELinux installato e settato ad 'enforcing'. Mentre il suo Firewall è fin dal 2012 un firewall dinamico denominato 'firewalld' la cui gestione è documentata QUI . L'interfaccia grafica si carica da terminale con firewall-config ma comunque il tutto non è semplicissimo per un utente medio.
Tuttavia se avete domande e/o dubbi niente paura: un altro punto forte di Fedora è la sua documentazione ufficiale, in linea con le più prestigiose in questo campo (Gentoo, Debian e ArchLinux) e quasi sempre molto esauriente. Ha il difetto di essere un pò sparsa tra nuova e vecchia documentazione. La nuova è QUI, mentre il WIKI ufficiale si trova QUI.

Infine una segnalazione utile: con gli ultimi  upgrade (versione 31 e 32) viene abilitato nel file /etc/default/grub una nuova opzione GRUB_ENABLE_BLSCFG=true che crea ora le menuentry in automatico nella directory /boot/loader/entries. In pratica, una scelta Fedora relativa al modo con cui GRUB2 configura il bootloader. In tal caso c'è il problema che se avete configurato una password per il GRUB2, questa non funzioni più sui menuentry di Fedora ma solo eventualmente in quelli gestiti dall'utente nel file 40_custom in /etc/grub.d. In tal caso, disabilitare la riga GRUB_ENABLE_BLSCFG=true in /etc/default/grub con un cancelletto '#' e rilanciare la configurazione di GRUB2 per risolvere. Se non è sufficiente, bisogna andare a modificare il file /etc/grub.d/10_linux nella riga: CLASS=.... in questo modo: CLASS="--class gnu-linux --class gnu --class os --users root" (escludere il parametro --unrestricted).

In sintesi:

PRO:
- installazione piuttosto facile e upgrade del sistema operativo a versione successiva facilitato e affidabile;

- possibilità di avere di default il filesystem Btrfs;
- GRUB2 particolarmente affidabile rispetto ad altre distribuzioni che in automatico con il suo update riconosce facilmente i vari sistemi operativi presenti (sia Windows che altre distro Linux);
- gestione facile del software sia con l'applicativo user-friendly denominato 'software' sia con 'dnfdragora' (GUI del corrispettivo comando da terminale), anche se manca in queste interfaccia grafiche la possibilità di pulire la cache dei pacchetti scaricati;
- aggiornamenti facili, compreso l'upgrade di versione che è praticamente in automatico ed indolore (avverte e durante un reboot fa l'upgrade);
- riconoscimento hardware senza particolari problemi;
- reattività nel boot (non solo con dischi SSD) e fluidità nella gestione desktop;
- affidabilità generale molto buona;

 

CONTRO:
- software gestionale di terze parti di deafult non abbondante (essendo legata alla filosofia strettamente del software libero) ma problema facilmente aggirabile con alcuni accorgimenti (non esagerare però per evitare incompatibilità);
- necessario nel corso del suo uso approfondire alcuni argomenti relativi al sistema gestionale della sicurezza (ha usato per prima SELinux) ed altro, dato che l'influenza dello sviluppo lato server si fa comunque sentire anche nella versione Workstation;

- Fedora è il progetto alla base di RedHat Enterprise Linux e quindi presenta alcuni svantaggi legati al continuo aggiornamento cui va incontro.

Alla fine, il giudizio su Fedora è quello di una distribuzione Linux sicuramente stabile ed affidabile. Può essere allora Fedora una di quelle distribuzioni dedicata a chi passa per la prima volta a Linux? Fino a qualche anno fa il dubbio c'era. Oggi, con queste ultime versioni, molto è cambiato. Non è certamente ostica ad oltranza e s'avvicina alle distribuzioni Linux Ubuntu-derivate, considerate a torto o a ragione le più facili da usare. Il giudizio è ovviamente personale anche se basato su un oggettivo calcolo del tempo necessario ad avere pronto all'uso un sistema operativo tipico per l'utente medio non specialistico.
Come facilità d'uso sta in una giusta via di mezzo (insieme ad OpenSuse ma spezzerei una lancia in più per Fedora) e magari un tantino sotto a Mageia o OpenMandriva. Trattasi però di un approdo che non delude anche chi vuole una Linux più impegnativa da gestire.

Qui sotto l'ambiente di Fedora 33 Workstation  con la versione aggiornata di Gnome 3 e l'app 'Software' visibile:

 

 

Commenti  
0 #1 Pensionato di 72 anniAntonio Cernuschi 2020-11-04 15:31
Ho letto con piacere ma qualche difficoltà l'articolo sulla release 33.vista la mia età e il fatto che il mio referente è il suo super cervello lavora ora in Norvegia (Frassinelli) e sono privo di un aiuto non sapendo qui a Milano a chi riferirmi e (maledizione) il mio inglese e poco meno che per la sopravvivenza le chiedo se mi può fornire un nominativo una realtà a cui rivolgermi (pagando il dovuto) per ottenere risposte a quanto oggi non sono in grado di rispondere. Grazie per l'aiuto.
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