Gnome 3 ovvero il nuovo desktop di Gnome: impressioni e commenti

 

Gnome 3 è disponibile dai primi d'aprile 2011. Sulla rete si trovano commenti a non finire e, a naso e senza fare statistiche precise, fino adesso i delusi sembrano maggioritari rispetto ai favorevoli. Imbarazzante che, tra i delusi più famosi, pare ci sia proprio Linus Torvalds, mitico creatore del Kernel Linux, come è QUI riportato.

Delusioni un pò come era già accaduto con il lancio di KDE4. Proprio prendendo a paragone il passaggio a KDE4 si può dire che qui le novità d'impostazione sembrano ancora più spinte e quindi un certo disorientamento è d'obbligo. Gli utenti Ubuntu sono i più preparati alla transizione, perchè Gnome 3 ricorda vagamente il desktop-environment Unity, pensato inizialmente da Canonical per i Netbook e poi, sul finire 2010, considerato pronto per migrare sui tradizionali schermi Laptop e Desktop. Che significa pensato per i Netbook? Principalmente che l'aspetto delle icone diviene preponderante sullo schermo e la filosofia d'uso cambia abbastanza per rendere perplessi un utente normale, avvezzo non solo all'ambiente Linux (Gnome 2.x o KDE) ma anche abituato all'uso di Windows o Leopard. Meno sorpresi saranno gli utenti avvezzi agli Smartphone, iPad, Tablet  e altri ammennicoli del genere. Del resto anche Windows con la versione 8 si sta spostando su questi lidi. Questa riflessione si ritrova in questa opinione trovata nella rete. E' in inglese ma è una delle cose più interessanti e pacate lette in giro.
Non s'intende dare qui un giudizio definitivo, solo riportare sia qualche sensazione ed opinione dopo averlo provato per alcuni mesi su una ArchLinux a 64 bit, sia fornire già qualche piccola dritta per risolvere alcune cosette che più lasciano sorpresi alla vista del nuovo Gnome 3.
Intanto diciamo subito che il desktop non è leggero in termini di risorse, anzi qualcuno sostiene che è anche più pesante di KDE4. Infatti, Gnome 3 è dotato di un automatico fallback mode nel caso individui un sistema un pò vecchiotto su cui non può girare. Da quello che ho capito dovete avere comunque il 3D attivato. Il fallback mode suddetto vi ricaccerà però indietro ad un desktop solo parzialmente analogo a quello di Gnome 2; ovvero risulterà ancora più spartano del cugino versione 2 ed allora sarà meglio che downgradate a questo oppure... cambiate desktop.
Se la vostra macchina supporta il tutto, dopo averlo installato, vi troverete subito in un ambiente ben diverso da quelli soliti. Come installare? A questa domanda si risponde dicendo che è il caso di seguire le istruzioni per le singole distro Linux in uso. Sul sito di Gnome 3 è possibile trovare il download per varie distro (Fedora, OpenSuse e Ubuntu). Per Ubuntu e derivate è utile il riferimento a questo articolo di Pollycoke. Per ArchLinux, se avete il repository extra attivato, l'upgrade dovrebbe essere avvenuto automaticamente. Per installarlo direttamente è utile seguire l'utile Wiki in italiano per ArchLinux. Consiglio, anzi, di consultarlo comunque anche se lo si vuole installare su altra distro, perchè fornisce qualche utile consiglio. Tanto per cominciare, è essenziale controllare che sia installato il pacchetto gnome-shell altrimenti rischiate di trovarvi in fallback mode anche se avete un sistema d'ultima generazione, potente ed iperveloce. Durante l'upgrade, stranamente, m'è accaduto proprio questo. Altro pacchetto indispensabile è gnome-tweak-tool per raccapezzarsi nel settaggio del desktop, dato che vi troverete in un ambiente alquanto nuovo.

Ed il cubo con Compiz? Qui parte la prima bordata pro o contro Gnome 3. Non c'è Compiz, al suo posto Mutter+Clutter che rimpiazza Metacity+Compiz. Scordatevi quindi gli effetti tipici di Compiz ed al suo posto, per gli amanti del desktop 3D, ben poco, almeno per ora. Ad essere onesti, c'è una possibilità di continuare ad avere Compiz ed il cubo su Gnome 3 ma solo se si attiva il fallback mode. Ovvero, prima dovete settare nelle Impostazioni di sistema-->Informazioni sistema-->Grafica-->Modalità ripiego forzata (ON) e poi avviare Compiz in Gnome come avete sempre fatto in precedenza. Le icone sul desktop le rifarete rivivere con l'apposita opzione in gnome-tweak-tool come spiegato oltre. Però così facendo non state operando più nell'interfaccia grafica nuova di Gnome 3. In Fedora, è possibile scegliere l'avvio con Compiz al login piuttosto che con la gnome-shell. Comunque, morale della favola: Gnome 3 e Compiz non sembrano andare proprio d'accordo.

Adesso le mie impressioni. Lo sconcerto iniziale ha cominciato a fare posto ad un discreto apprezzamento della fruibilità del nuovo desktop. Certamente è necessario avere un pò di adattamento e curiosità verso le novità ed ammetto che non tutti ce l'hanno o hanno tempo e voglia di avercelo. Sappiamo bene che superare l'abitudine all'ambiente Windows è quanto di più ostico nel passaggio a Linux o *BSD, specie per utenti poco esperti (almeno fino a Windows 8 che vagamente assomiglia a Gnome 3). Questo la dice lunga su quanto pesi  l'abitudine al desktop nell'uso quotidiano di un computer. Ho detto questo perchè, facendo un paragone, direi che adattarsi a Gnome 3 costa alla fine la stessa fatica che usare ex-novo Leopard (MacOSX) venendo da Windows o da Linux.  E' ovvio che per farlo nel modo più indolore non bisogna lasciarsi spaventare troppo dalla grafica (icone più grandi delle solite) o dalla finestra del desktop che appare desolatamente vuota. In fondo, all'inizio anche KDE4 suscitò la medesima incertezza per questo.
Certamente ci sono scelte che lasciano in imbarazzo. Segnalate già soprattutto due: la scomparsa dell'opzione di uscita (riavvia o spegni) a favore della scelta 'sospendi' e la scomparsa dei pulsanti di minimizzazione e ingrandimento delle finestre delle applicazioni aperte. In realtà, nel primo caso, basta premere il tasto ALT sull'opzione 'Sospendi' per vederla mutata nella usuale 'Spegni'. Certo, resta il dubbio del perchè di questa scelta, forse dettata dalla convinzione che la sospensione risulti più frequente dell'altro evento.Comunque installando l'estensione alternative-status-menu, riavrete il menu classico con "Spegni" e successive opzioni. Con Gnome 3.2 questa estensione potrebbe avere problemi a funzionare (riscontrato su ArchLinux e Fedora 16). In tal caso provate ad individuare dove sono installate le estensioni (o sotto la directory dell'utente in .local/share/gnome-shell/extensions o in /usr/share/gnome-shell/extensions), aprire la cartella dell'estensione alternative-status-menu e poi editare il file extension.js. Trovate la sezione con function enable e modificatela così:

function enable() {
imports.mainloop.timeout_add(5000, function() { _enable(); });
}
function _enable() {
let statusMenu = Main.panel._statusArea.userMenu;
statusMenu.menu.removeAll();
createSubMenu.call(statusMenu);
reset(statusMenu);
}

Con il tasto ALT+F2 e l'opzione r riavviate gnome-shell e dovreste vedere di nuovo la scelta "spegni".

Più complesso spiegare la scelta dei pulsanti di minimizzazione. Gli sviluppatori sostengono che i pulsanti di minimizzazione e viceversa sono obsoleti e possono essere sostituiti da altre opzioni equivalenti. Sarà, però l'utente (non solo Linux) si sente effettivamente un pò spaesato. Per fortuna, questa scelta ha immediata soluzione dando questa stringa di comandi in un terminale: gconftool-2 -s -t string /desktop/gnome/shell/windows/button_layout ":minimize,maximize,close"
Magicamente i pulsanti riappariranno, anche se premendo su quello di minimizzazione ci accorgiamo che l'effetto non è quello sperato e che averlo ripristinato è praticamente inutile, dato che la finestra scomparirà punto e basta e per riaverla sullo schermo bisogna per forza cliccare sulla dock.

Dato che una delle difficoltà maggiori nell'uso consiste proprio nella scomparsa della barra delle applicazioni, è utile ricordare i vari modi con i quali si può aver il controllo sulle finestre aperte sul desktop. Forse il modo più semplice e veloce è quello di usare il tasto SUPER  della tastiera (quello con la bandierina WIN per intenderci). Così facendo avrete immediatamente rimpicciolite le finestre aperte, per passare comodamente da una all'altra. In alternativa, per i più avvezzi all'uso del mouse, si può usare il classico movimento veloce dello stesso  verso l'angolino a sinistra dello schermo. Altra alternativa è  l'uso dei tasti ALT+TAB  ed appariranno le icone delle applicazioni aperte per muoversi da una all'altra con il vantaggio che le applicazioni risulteranno sovrapposte tra loro, se aperte con finestre di diversa dimensione. Per gli irriducibili della barra in basso consiglio l'accoppiata ripristino pulsante di minimizzazione + comoda utility tint2 che di fatto fornirà in basso allo schermo una barra delle applicazioni minimizzate, ritornando, almeno in questo caso, all'antico. L'utility è presente come pacchetto in tutte le distro e s'integra bene con Gnome 3.

Molto utile invece la casella di ricerca posta a destra nella finestra delle Attività. Infatti, non solo ci permette di ricercare un'applicazione presente nel computer e lanciarla ma digitando una parola chiave vi verrà chiesto, tramite due opzioni che appaiono in basso dello schermo, di ricercare direttamente la stessa o in Wikipedia o in Google.

Se volete avviare applicazioni o servizi all'apertura, avete l'alternativa di digitare in un terminale gnome-session-properties. 

Un'altra strana cosa che noterete è quella della mancanza della data nella barra in alto, soltanto ora e giorno della settimana. Per attivarla, usare l'utility gnome-tweak-tool in Shell---> tasto on in "show date in clock".

Per chi volesse avere altri importanti suggerimenti per modificare il Desktop di Gnome 3, usando anche i fondamentali gconf-editor e dconf-editor, rimando a questa miniguida, specifica per Ubuntu ma utile anche a chi ha installato altre distro.

Si segnala che è possibile creare un'icona personalizzata per lanciare un programma con un workaround. Si deve passare per alacarte. E' un editor di menu per Gnome 2 ma che funziona anche sotto Gnome 3. Una volta installato ci farà vedere i programmi organizzati per categorie e sarà possibile aggiungere con semplici passaggi un nuovo programma o modificare il comando d'avvio di quelli esistenti. QUI una esaustiva guida all'uso (dedicata a Fedora ma alacarte è installabile con tutte le distro Linux) e specifica per Gnome 3. Se Alacarte non dovesse funzionare (Fedora 16), si può usare in alternativa un'applicazione in Java: lxmed, che potete scaricare da QUI. Le istruzioni per installare e lanciare l'applicazione sono QUI. 

A proposito d'icone. La grandezza di default delle icone di Gnome 3 è a dir poco imbarazzante, nel senso dell'eccessiva dimensione (almeno per un uso desktop). Per diminuire di grandezza le icone della Dash delle applicazioni preferite, dovete editare e modificare il file /usr/share/gnome-shell/js/ui/dash.js. Trovate la riga con let iconSizes = [ 16, 22, 24, 32, 48, 64 ]; Togliete i due parametri estremi (16 e 64). Riavviate con ALT+F2 ed r ed avrete le icone della Dash di una grandezza più accettabile.

L'esagerata dimensione delle icone in Applicazioni le dovete modificare nel file /usr/share/gnome-shell/theme/gnome-shell.css. trovate la riga con  .icon-grid {

Cambiate i parametri così:

.icon-grid {
    spacing: 32px;
    -shell-grid-horizontal-item-size: 82px;
    -shell-grid-vertical-item-size: 82px;
}

ed ancora più in basso:

.icon-grid .overview-icon {

icon-size: 48px;

}

Capitolo a parte merita l'installazione delle estensioni, alcune delle quali le abbiamo già segnalate. Con esse potremmo di parecchio arricchire il DE. Infatti, è ormai possibile cercarle ed installarle direttamente dal sito di Gnome comodamente con il browser. Non solo, potrete anche gestire quelle che avete installato cliccando sulla scritta Installed extension in alto sulla pagina. Vi appariranno quelle che avete già installato. Per le altre, una volta trovate, basterà mettere a ON l'icona a sinistra dell'estensione e questa verrà installata automaticamente.

Attenzione. Per alcune distribuzioni, come ArchLinux, è altamente consigliato installare le estensioni direttamente dal sito di Gnome e non dai pacchetti disponibili. Anzi, se qualche estensione smettesse di funzionare, provate a disinstallarla e installatela di nuovo tramite il sito.

Bisogna comunque avere la pazienza di comprendere la filosofia d'utilizzo di Gnome 3. Essa passa fortemente attraverso il concetto del Workspace aperto dinamicamente (senza un limite numerico predefinito) e gestibile dalla dock apposita sita a destra delle 'Attività'. Se ho ben capito Gnome 3 sembra voler portare all'estremo la razionalizzazione dell'uso delle applicazioni preferite e tutte le altre che vengono usate di rado. Ovviamente non è un'idea di Gnome 3 ma questo desktop manager sembrerebbe spingere più di altri verso questa direzione. Esattamente il contrario dei terribili desktop che si vedono normalmente sulle macchine specie degli utenti Windows, zeppi di icone di tutte le tipologie e messe a casaccio: il desktop deve essere invece bello e lindo secondo la filosofia Gnome 3.
In realtà un sistema per tornare di più ad un desktop vecchia maniera c'è ed è quello di attivare ad 'on', usando l'utility Tweak advanced settings (gnome-tweak-tool, posta sotto Applicazioni --> Accessori), l'opzione 'Have file manager handle desktop'. Così facendo rivedrete il desktop con le icone che già usavate con Gnome 2. Però è un pò come barare!

Comunque, il tutto fornisce una sensazione di work in progress. Limiti grossi sono senza dubbio la scarsa possibilità di personalizzazioneCerte volte il DE dà una sensazione di impossibilità nel gestire le cose, dato che potete modificare poco di quello che è già presente. E' vero che è possibile intervenire su molte cose con l' editor di configurazione ma un utente normale rischia di non capirci molto in mezzo a tutte quelle configurazioni. Insomma, a conti fatti, se avete l'occasione per provarla o siete proprio curisosi bene, altrimenti si può anche aspettare un pò e vederne l'evoluzione, esattamente come è accaduto con KDE4. Forse il commento più corretto, trovato tra i vari giudizi nella rete, è quello di chi sottolinea il fatto di quanto convenga avere su uno schermo di un notebook o di un desktop una grafica ed una fruibilità tipica dei tablet o degli smartphone.

Una sintetica ma precisa descrizione delle novità introdotte e della filosofia d'ambiente che ispira Gnome 3 è QUI disponibile. Se volete avere invece una idea visiva del nuovo desktop, questo video su youtube vi mostrerà le meraviglie del nuovo Gnome 3 al lavoro sulla distro Fedora che dalla versione 15 lo installa di default. Infine un simpatico rimando ad una delle tante opinioni degli utenti che l'hanno provato...

Gnome 3, mutter, clutter, desktop manager, desktop environment, commento, opinioneUna cosa è certa: la famosa diatriba tra sostenitori di Gnome o KDE viene certamente rivoluzionata da questa nuova versione di Gnome, tanto che gli affezionati di Gnome non potranno più portare a loro sostegno le tesi basate sulle logiche del vecchio Gnome, dato il vero e proprio stravolgimento. Anche loro, come gli affezionati al vecchio KDE 3.5, saranno costretti a fare buon viso a cattivo gioco e forse vedremo strani capovolgimenti. Ovvero fans di KDE abbracciare Gnome o viceversa. Naturalmente i più geek hanno già deciso: via dai DE (desktop-environment) e spazio ai WM (window manager) ma questa è un'altra storia.

A quanto detto si deve aggiungere la novità dell'arrivo di un fork di Gnome shell, basato su Gnome 3, Cinnamon che sta mietendo entusiasti consensi negli utenti. Una via di mezzo tra Gnome 2 e Gnome 3, da provare. Potete leggere un'articolo in questo sito su Cinnamon.