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OPENSOLARIS MINI HOWTO

 

ATTENZIONE: come tutte le cose interessanti, non sempre hanno buon fine. E' notizia di fine agosto 2010 che la comunità orbitante intorno al progetto OpenSolaris si è sciolta, per mancato appoggio al progetto della Oracle, che ha acquisito Sun. Un brutto colpo.

In giro ci sono stati vari tentativi di far rimanere in piedi il progetto, provenienti da Nexenta e altri. Tuttavia, la cosa più importante da segnalare è che, grazie ad un generoso tentativo, si è giunti oggi ad una versione desktop e server di OpenIndiana-Illumos, diretta costola di OpenSolaris.  Sull'installazione e l'uso di Openindiana rimando a quest'altro mio articolo, tenendo presente che, comunque, i due articoli si integrano a vicenda:   

Ho quindi deciso di mantenere per memoria la pagina dedicata ad OpenSolaris, datata all'ultima versione,  uscita nel 2009. 

OpenSolaris è stato un progetto a codice aperto del sistema operativo Solaris sviluppato dalla Sun (analogo nel mondo Linux ad OpenSuse rispetto a Suse). E' un UNIX ma non è un *BSD. E' praticamente il Sistema operativo Unix che Sun (adesso acquisita Oracle) ha implementato sulle sue macchine Sparc. Poiché esiste una versione per macchine x_86 è ovvio che può essere provato anche sui normali PC  sia desktop che laptop. E' specifico per i Desktop? No, almeno originariamente. Comunque, l'attuale versione installabile (la 2009.06) è in grado di gestire i lavori comuni che si fanno con un Desktop. Gli applicativi sono quelli già conosciuti nel mondo Linux e la grafica del desktop manager è basata su GNOME, quindi anche in questo chi viene dal mondo dell'opensource non si troverà spaesato. Uno dei suoi punti di forza è l'adozione del filesystem ZFS (Zettabyte filesystem). Praticamente il più evoluto e potente filesystem mai creato, anche se come velocità non è straordinario. Ve ne accorgerete al primo update del sistema e se qualcosa non andasse dopo l'aggiornamento. Potrete tornare indietro al precedente, di cui è stata creata una sorta di snapshot con un backup completo del precedente, eccetera, eccetera. Pura mirabilia.

Questo mini howto vuole essere una miniguida ad un approccio verso un sistema operativo che vi stupirà e che consiglio a tutti coloro che già usano Linux o dei *BSD. Si tratta in fin dei conti di un'alternativa dal sapore vagamente esoterico . Tanto l'ambiente grafico di default è quello di GNOME anche se un tantino rivistato nella grafica e comunque molto piacevole. Eppoi funziona subito (almeno per quelli che hanno schede grafiche Nvidia o Ati) anche il 3D e quiindi il mitico cubo!

Gli argomenti su questo howto verranno aggiunti quando possibile. Personalmente ho installato OpenSolaris su un notebook ACER 5520G insieme a Windows Vista e una Mandriva 2010.0. L'hardware è stato subito riconosciuto, compresa la scheda WiFi. Solo, come ho di seguito accennato, la scheda Ethernet non è stata riconosciuta.

 

Come far partire Opensolaris da un bootloader Grub installato con Linux?

E' molto probabile che chi installa Opensolaris già si ritrova un Linux sul suo hard-disk, oltre a Windows. Poiché non si può impedire ad Opensolaris di installare il suo Grub, probabilmente vorrete rimettere il Grub della distro Linux che già avevate. Questo perchè la sintassi per far partire gli altri SO se non li ha riconosciuti in automatico (cosa improbabile soprattutto per le distro Linux installate) è un pochino più complicata nel Grub di Opensolaris. In genere, le distro Linux più user-friendly hanno nel disco d'installazione l'opzione per rimettere a posto il bootloader originale (come Mandriva e Ubuntu). Altrimenti bisogna ripristinare il GRUB di una distro Linux precedentemente installato. Fate partire un CD-DVD Live di Linux  e date da terminale come root (Ubuntu sudo -s ed altre distro su -s) questi comandi :

mkdir /mnt/<directory linux> (es.: /mnt/ubuntu)

 

mount -o bind /dev /mnt/<directory linux>/dev

 

chroot /mnt/<directory linux>

 

cd /boot/grub

 

poi digitando grub (entreremo nella configurazione di grub) e da lì:
find /boot/grub/stage1 (che ci fornirà la partizione dove sta il Grub di Linux, esempio: hd0,1)
root (hdx,y) dove x e y vanno sostituiti con i numeri trovati con il comando precedente
setup (hd0) (per installare il bootloader nella partizione iniziale( ed infine quit  per uscire dalla configurazione di Grub.

Ora avete nuovamente il Grub della vostra distro Linux funzionante (per inciso questa è la medesima procedura per ripristinare il Grub anche dopo un'installazione di Windows). Riavviate il computer e andiamo a modificare il menu.lst di Grub/Linux.
Per far apparire nel Grub l'opzione per avviare OpenSolaris aggiungete queste righe al file menu.lst:

title OPENSOLARIS

rootnoverify (hdx,y)

chainloader +1


Al prossimo riavvio avrete la possibilità di andare su Opensolaris. Attenzione, però. Non accederete subito a OpenSolaris ma al suo Grub. Poco male, dovete solo cliccare nuovamente su OpenSolaris e farete partire il SO. Se proprio volete ridurre i tempi, andate nel menu.lst di Opensolaris che si trova in rpool/boot/grub e portate al minimo il timeout di partenza. Tenete presente che al primo aggiornamento dei pacchetti OpenSolaris metterà automaticamente di default un opzione nuova d'avvio.
Vi troverete nel suo Grub comunque quella vecchia non aggiornata. Attenzione che resterete stupiti dal fatto che, grazie al suo potente filesystem ZFS, la precedente è in realtà un backup completo del sistema e questo aiuta molto in caso di malfunzionamenti (peraltro molto rari come in tutti gli Unix).

Dove si trova il file menu.lst del Grub di Opensolaris?

Potreste avere difficoltà a trovare il file menu.lst del Grub di Opensolaris. Infatti esso non si trova nella directory /boot/grub, che pure esiste, ma nella directory /rpool/boot/grub/menu.lst

Problema riconoscimento driver Ethernet Nvidia MCP67 (su alcuni Notebook)

E' possibile che questo Ethernet device non funzioni all'atto dell'installazione. Se vi dice che non trova il driver l'Utility driver, allora da terminale, come root, eseguite questi comandi in successione e rilanciate dopo l'Utility driver, dovrebbe essere tutto a posto: update_drv -a -i '"pci10de,54c"' nge e poi: ifconfig -a plumb

Vedere le partizioni dell'HD in Opensolaris

OpenSolaris usa un metodo tutto suo di descrizione delle partizioni dell'HD. Scordatevi le sigle in uso sotto Linux ma anche quelle in uso sotto i *BSD.

Per vedere come nomina il vostro HD dovete usare un utility per terminale che si chiama FSWpart e si può scaricare da: http://www.belenix.org/binfiles/FSWpart.tar.gz

Una volta scaricata si decomprime il file con gunzip -c FSWpart.tar.gz | tar xvf -

e poi da root lanciare da terminale il comando pkgadd -d . FSWpart (attenzione al punto dopo l'opzione -d), dovreste installare l'utility. Dopidichè se tutto va a buon fine, sempre da root e da terminale lanciate /usr/bin/prtpart. Vedrete lo Fdisk del vostro HD che in genere è chiamato /dev/rdsk/cXd0p0 (dove la X sta per un numero dato da OpenSolaris).

A questo punto dando il comando /usr/bin/prtpart /dev/rdsk/cXd0p0 -ldevs dovreste vedere l'elenco delle partizioni con accanto il tipo di file system. L'elenco è del tipo:

/dev/dsk/cXd0p1 … /dev/dsk/cXd0p2 ecc. dove X sta per un numero. Tenete da parte questo elenco per usarlo ogniqualvolta dovrete settare in OpenSolaris qualcosa che ha a che fare con le partizioni (tipo i mount nel file /etc/vftab).

Vi domanderete e se volessi usare le partizioni di Windows sullo stesso computer? Si può fare. Anche se non è facile usare ntfs-3g che permette anche di modificare i files. Per vederli e copiarli è relativamente facile. Consiglio di seguire questa guida che a me ha funzionato, ripeto in sola lettura. Per le partizioni Linux invece ci sono maggiori problemi se usate filesystem diversi di ext2/3 o superiori (ext4).

Come si installa il Software e dove si trova?

In sé il sistema di installazione è semplice e ricalca un po' il package manager di Debian. Si trova sotto Sistema-->Amministrazione-->Package manager. Il suo uso è intuitivo e per chi viene da distro Linux sarà facile districarsi e capirne il funzionamento. Tuttavia le due fonti di pacchetti che vengono inserite all'atto dell'installazione non sono in grado di fornire tutto il software che, per un uso un tantino più sofisticato, necessita. Allora? Allora bisogna andare in giro per la rete e trovare materiale. Tenete presente che è possibile anche compilare direttamente il software ed in teoria, con i dovuti accorgimenti di configurazione, compilare anche dai sorgenti per Linux. In teoria, perchè la pratica è veramente tosta e un utente anche di medio livello rischia di non farcela. Meglio affidarsi ai pacchetti precompilati. Ripeto: ci sono in giro siti che propongono pacchetti per Solaris come Blastwave e Sunfreepacks, forse i più conosciuti. Un elenco di siti da vedere in caso di ricerca pacchetti si trova presso: http://sun.drydog.com/packages.php

Su Sunfreepacks è piuttosto intuitivo cosa fare e cioè:

  1. Installare prima i pacchetti citati all'inizio della home page come è detto espressamente (GNUbase, Asgettext, Aslibiconv)

  2. Cercare il pacchetto nell'elenco (attenzione che i prefissi AS*, ecc. al nome pacchetto creano confusione) e scaricarlo in una directory del computer. Andare nella directory scompattare il pacchetto e come amministratore usare il comando pkgadd -d <nome pacchetto.pkg>. Fate attenzione al fatto che certe volte potreste, dopo la scompattazione, avere non un file con suffisso .pkg ma l'intera cartella del programma. OpenSolaris è in grado di installare il contenuto usando il comando pkgadd -d . <nome cartella> (il trucco sta in quel punto dopo l'opzione -d)

Per il software fornito da Blastwave dovete invece  avere tanta pazienza e seguire passo passo, leggendo attentamente quanto dice l'howto sul sito (si accede dal Wiki dell'home page): http://www.blastwave.org/jir/blastwave.fam

Tazza di tè vicino e massima attenzione. E' inutile che cerco di semplificare, è tutto scritto chiaro ma necessita di un certa propensione al geek. Utenti Linux di qualche distro tosta saranno contenti, altri meno. Prestate soprattutto attenzione a leggere le diverse opzioni da usare a seconda dell'architettura usata (in genere Intel) e versione Solaris usata. Alla fine, andate a http://www.blastwave.org/jir/mirrors.fam e continuate a seguire le istruzioni. Se avete fatto tutto bene potrete installare i programmi da Blastwave usando semplicemente da amministratore il comando pkgutil --install <nome programma>, dove il nome del programma può anche essere generico. Esempio: pkgutil --install mplayer e installerete Mplayer con tutte le dipendenze. Attenzione, potreste avere la sorpresa che il comando non risulti trovato. Questo perchè il pkgutil si trova nella directory /opt/csw/bin, quindi è necessario inserire tutto il path o fate un ln -s in /usr/bin/ (per gli utenti Linux o *BSD è un gioco da ragazzi). Stressati? Allora installate questo repository che è più facile. Si tratta di jucr-pending ed è sufficiente inserire nel package manager l'URL http://jucr.opensolaris.org/pending/. Attenzione che l'uso di questo repository è a vostro rischio e pericolo, come dice la pagina sul WEB, probabilmente considerato non ufficiale.  

Installare OpenOffice

Sebbene ci sia un pacchetto .pkg di Openoffice, questo non potrebbe essere aggiornato all'ultima versione. Bisogna andare sul sito di OpenOffice e scaricare la versione ultima (spesso in inglese) e fornita proprio per Solaris! L'installazione, lo dice lo stesso tutorial del sito OpenoOffice, è identica a quella per Linux. Dalla pagina di http://www.openoffice.org/ cliccate sul Download e dovreste essere reindirizzati al download proprio della versione per Solaris, in quanto il sito si accorge che state lavorando con questo sistema operativo. Il file è un *tar.gz da decomprimere. Una volta decompresso, se volete installarlo come singolo utente non è necessario entrare come root, altrimenti aprite un terminale come root, entrate nella cartella decompressa e lanciate ./setup

OpenOffice verrà installato nella directory /opt. Ovviamente potrete caricare con le normali procedure le estensioni (come il correttore e il thesaurus per l'italiano).

Multimedia in OpenSolaris

Ci sono alcuni problemi. VLC tende a non funzionare soprattutto sui video, meglio per gli .mp3. Mentre Mplayer funziona ed è l'unico mediaplayer testato che funziona correttamente e che potete usare gratis. L'alternativa è usare Totem con l'acquisto tramite Fluendo e codeina dei codecs o dei plugin necessari a vedere o sentire i vari formati multimediali in circolazione.  Un pò come succede con Apple. Non è che costino tanto, solo dà fastidio a chi usa OpenSource dover sganciare soldi sapendo che in giro ci sono programmi che egregiamente funzionano senza spendere. Comunque da Fluendo potete scaricare tranquillamente il codec mp3 che è gratis e richiede solo una registrazione al sito.

Mplayer funzionante sta su un sito che fornisce software per Solaris: Blastwave. Si rimanda specificamente alla sezione “installazione software” qui sopra. E per sentire i files midi? Anche qui bisogna ricorrere a Blastwave, installando il software timidity. Tuttavia, prima di installare timidity, dando da riga di comando e sotto root il comando pkgutil --install timidity, bisognerà verificare se è già stato installato il software SUNWmfrun, andando nel package manager e nel repository ufficiale opensolaris.org. Se installato, procedete, altrimenti installatelo. Dopo si potrà aprire timidity con la sua interfaccia grafica con il solito comando timidity -ig e riprodurre i files midi.

 

Uso dei comandi e altro

Per quanto un utente Linux o anche *BSD si trovi abbastanza  a suo agio dentro OpenSolaris, tuttavia alcuni comandi sono diversi. Un utile rimando alle differenze con Linux e all'uso dei punti di ripristino del sistema con ZFS è questo 

Un'altra stranezza che ho notato è l'impossibilità, almeno che io sappia, di entrare in una text console con i comandi CTRL-ALT-F2....Fn e viceversa. L'unica alternativa è disabilitare la GUI del desktopmanager con il comando da console: pfexec svcadm disable gdm. Attenzione, però, dovrete al termine dell'uso della text console dare il comando contrario pfexec svcadm enable gdm, altrimenti c'è il pericolo che al boot successivo entriate in modalità testuale. In tal caso, date da lì il comando enable gdm.

 

Un accenno ad altre distro provenienti da OpenSolaris

 

Come spesso accade nel mondo open-source o dir si voglia, dalle costole di OpenSolaris è derivata un'altra distro: Nexenta. Il progetto alla base di Nexenta è allettante: unisce il kernel Solaris + filesystem ZFS + gestione pacchetti fonte Debian (apt-get). Detta così sembra un'ottima soluzione. Calmate gli entusiasmi. Intanto, Nexenta, come dicono gli stessi sviluppatori, nasce come sistema operativo core. Cioè ridotto all'osso. Provate ad installarla, magari in prova su macchina virtuale, e vi accorgerete che è più ostica non solo della stessa OpenSolaris ma pure di una FreeBSD.  Alla fine vi ritroverete con un ambiente Xfce4 minimale e un Gnome altrettanto minimale ancora alla versione 2.22, perchè i riferimenti dei repository di Nexenta puntano ai pacchetti di Ubuntu versione 8.04. Non è il massimo, francamente. Incredibile ma non è finita qui. Da Nexenta è sorta un'altra distro: StormOS che ha il pregio, per un normale utente, di installare di default il server grafico ed il WM, però anche qui con le stesse limitazioni. Che dire. Alla fine sembrano lodevoli tentativi ma tentativi rimangono e francamente l'opzione migliore resta proprio OpenIndiana. Del resto leggete qui un giudizio di un utente alle prese con un'installazione StormOS, tutto vero!

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